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Fossa di Malcontenta e Villa Foscari

Il nome della località secondo una leggenda molto diffusa sarebbe nato dal comportamento di una dama di casa Foscari relegata a vivere nell’omonima villa, per i liberi costumi e l’infedeltà al marito.

Questo però non corrisponde alla realtà dei fatti, stando all’estimo del 1418 e del 1537, cioè all’epoca in cui la tradizione colloca la leggenda, i Foscari non avevano alcuna proprietà in questa località.

Invece sempre il Baldan afferma "così penso che Malcontenta deve aver preso tale nome, perché le acque (del Brenta- ndr) arrivando in questa località con una massa imponente e disordinata non potevano per niente essere contenute o malamente contenute . In latino "male contempta" da cui certamente è derivato il toponimo di Malcontenta."
Villa Foscari La Malcontenta E porta come valida prova un documento del 1444 che afferma: "sta scritto che le acque del Brenta che arrivavano a Fusina preoccupavano sempre di più il Senato veneziano". Nel 1368 si deviò nuovamente il fiume per il Volpego e Resta d’Aglio, ma le rotte furono continue: occorreva un alleggerimento o meglio una sistemazione più a monte.Nel 1444 tale alleggerimento avvenne proprio nella località in cui maggiormente iniziava il disordine idraulico, ossia nella località dove l’acqua era "male contempla".

Si scavò una fossa che ne prese il nome, ed i Veneziani sempre pronti a trovare l’epiteto esatto, poiché il lavoro non aveva avuto quell’esito sperato, anziché chiamarla Fossa della Malcontenta la chiamarono Fossa de’malcontenti.

E mentre tutti entro il Burchiel racchiusi
stavano intenti ad ascoltar i miei detti,
niuno s’avvide e, trapassammo intanto
del Moranzan le porte e torreggiar
ormai vedeasi de la Malcontenta
il nobile villaggio.

E’ ormai luogo comune definire la Riviera del Brenta la prosecuzione del Canal Grande, la stessa sinuosità e la stessa sequenza di Ville e Palazzi. Un polo di questo Canal Grande è rappresentato dalla Villa "Foscari" a Malcontenta. Che venne commissionata da Luigi e Nicolò Foscari all’allora architetto di moda, il Palladio, è terminata nel 1560 .

La villa non sorgeva isolata come ora, ma era dotata di edifici rustici tanto da formare una vera e propria piazza, come si vede in una incisione del Costa.

Dopo che nel 1849 venne adibita ad acquartieramento di truppe austriache, periodo in cui vennero demoliti gli edifici collegati, la famiglia brasiliana dei Landsberg ne recuperò l’architettura e la salvò dal degrado restaurandone i preziosi affreschi e solamente in tempi recenti è ritornata in possesso della famiglia Foscari.

Il Palladio ha qui realizzato uno dei più felici inserimenti della struttura nel paesaggio, tenendo conto del Brenta che ne scorre davanti, stabilendo giuste distanze e giusti rapporti tra natura ed architettura, per ciò realizzando una armoniosa fusione di presenze.

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