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Lizza Fusina e Conca dei Moranzani

Il Tassini afferma che antichissime lapidi scavate a Fusina, fanno pensare che la località fosse abitata fin da tempi antichissimi, inoltre - come precisa Alessandro Baldan nella Storia della Riviera del Brenta - verso l’anno 1100-1200 c’era un ospizio di pellegrini dedicato a San Leone in Bocca fluminis, ossia sulla foce del fiume che nel "1192, 2 0ttobre fu beneficato da Speronella, madre di Jacopo de Sant’Andrea, che Dante ha posto all’inferno".

Quando il Dogado Veneziano era diviso in nove parti la nona era Gambarare che a sua volta era divisa in quattro comprendendo oltre alla stessa Gambarare anche Fusina, Moranzan e Bottenigo (Attualmente a Nord ed a Est di Malcontenta, cioè buona parte di Marghera ed Oriago).

Il nome antico è Lissa Fusina - come riporta sempre Alessandro Baldan nella Storia della Riviera del Brenta - con Lissa o Issa che sta per l’incitamento a far forza per spingere o innalzare le pesanti barche che risalivano il Brenta cariche di merci, e Fusina che indica l’Officina ovvero tutto "l’edificio d’acqua" per far funzionare il carro, posto nel 1438, "il quale consisteva in una costruzione di assi e travi posta su due piani inclinati su cui si caricavano le barche e per mezzo di argani queste venivano trainate, mediante slittamento, da una parte all’altra di una specie di diga" che corrispondeva alle differenze di livello del fiume, che era stata costruita apposta per evitare l’interramento della laguna a causa delle alluvioni del Brenta.

Nell’anno 1561 il Carro fu sostituito dal sistema delle porte con le conche, infatti:

  1. venne emessa ordinanza di demolizione del "Carro" perché fosse sostituito dal funzionamento delle porte - con sistemi idraulici di regolazione del livello dell’acqua portando le imbarcazioni ivi contenute all’altezza o al minimo livello desiderato;
  2. hanno inizio i servizi postali tra Venezia e Milano che durano fino al 12 febbraio 1806.
Il nome Moranzan o Muranzan deriva dalla sosta "zona" che veniva obbligata al passaggio delle imbarcazioni e dal passatempo usato dai barcaroli nel gioco della "mora", (zona-mora, moranzan) in questo posto di confine nel quale veniva pagato il pedaggio o dazio; ancora oggi esistono due lastre di marmo con riportate le tariffe.

Al Moranzan erano sorte delle attività commerciali, a causa di questo importante nodo di passaggio, e qualche ricca famiglia veneziana avesse posto anche la propria villa. Vi erano presenti i Muazzo ed i Pisani con terreni a pascolo, i Canal ed i Marcello con terreni arativi ed i Capello con proprietà "sull’Arzere del Brenta e Case da Stacio". Quindi questa zona non era ne abbandonata ne desolata ma un importante parte di Venezia.

Lo testimonia il Poeta:

"Di Fusina vedeasi ancor la Villa
quando repente da l’opposto lato
picciol canal mirai."

 

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