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La storia

Canottieri Diadora A Zara nel 1898 venne fondata la Società Canottieri Diadora. In quegli anni la città, come tutta la Dalmazia, faceva parte dell’Impero Austroungarico.

L’attività remiera sportivamente organizzata va ascritta alla passione di Desiderio Barich, Antonio de Hobert, Giovanni Paitoni, Oscar Randi, Antonio Smirich cui successivamente si aggiunsero Venceslao Stermich, Roberto Rossini, Vittorio Verban.

Iniziarono con una "passera" a quattro remi con timoniere e successivamente misero in mare una flottiglia di sandolini sui quali si distinsero Ludovico de Shoenfeld e Casimiro Sorich.

Dopo lunghe fatiche per sfuggire alla Federazione di canottaggio austriaca Verban, Stermich e Rossini riuscivano a federare la Diadora al "Reale Rowing Club Italiano", dipendente allora dal Ministero della Marina.

Il giorno 8 settembre 1907, alle regate internazionali di Trieste, l’armo composto da Stenta, Zanella, Cattalinich e Luxardo conquistò la prima vittoria per la Diadora.

Da questo fatidico giorno fino al 1940 gli armi della Diadora vinsero numerosissime regate, campionati d’Italia e d’Europa, riuscendo a conquistare la medaglia di bronzo alla VIII Olimpiade di Parigi con un "otto" fuori scalmo.

La guerra purtroppo, oltre a mietere le vite di molti soci, portò alla rovina della città di Zara costringendo la popolazione alla fuga e all’esilio in Italia e all’estero. Con loro se ne andò anche la Società Canottieri Diadora abbandonando Zara per sempre.

Lo spirito del Sodalizio sopravvisse agli eventi bellici e nel 1961 alla Canottieri Stamura riapparvero sulle acque antistanti Ancona, in una manifestazione sportiva, le maglie bianco/blù della Diadora.

Fu il primo passo verso la ricostruzione fisica del Sodalizio che trovò sede al Lido di Venezia.

La sede, dapprima un insieme di baracche, più tardi in un fabbricato in muratura, venne stabilita presso il Tiro a Volo al Lido di Venezia. Grazie alla generosità delle Società consorelle cittadine si costituì il primo parco di imbarcazioni.

Rinacquero così le condizioni per riavviare quell’attività sportiva e formativa per i giovani che portò nuovamente la Diadora sui campi di regata.

I testi e le fotografie sono tratti dal volumetto realizzato dal Circolo Canottieri Diadora in occasione del centenario della società. I testi sono di: P. Filippini, F. Vitadello, A. Sandi
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