Escursione remiera Mestre - Treviso

Escursione remiera da Punta San Giuliano a Treviso e ritorno lungo il Sile

15 – 16 giugno 2013

 

1° giorno

La “pazza idea” di Bruno P. ed Emanuela “Manu” B., soci del G.S. Voga Veneta Mestre,  di risalire il Sile fino a Treviso a remi si è concretizzata nei giorni 15 e 16 giugno quando assieme ad altri 5 ardimentosi si sono imbarcati in una caorlina messa a disposizione dalla Società.

Ritrovo in cantiere alle 7.15 per armare la barca e caricarla di viveri, bevande (soprattutto acqua visto il periodo ma non mancano birra e vino) ed attrezzature per passare la notte e partenza alle 7.45 in direzione di Murano.

 

Dopo circa un’ora e mezza i 7 approdano a Mazzorbo in prossimità dell’imbarcadero per una breve sosta con colazione, foto di gruppo e poi via nuovamente in direzione Torcello per poi imboccare il canale Silone in direzione Portegrandi.

Questa zona della barena è popolata da varie specie di uccelli sia migratori che stanziali che hanno i loro nidi fra le canne palustri. In distanza si vedono casoni per la pesca con le enormi reti a bilancia.

Vogando con calma ma con continuità, risalendo la leggera contraria i nostri “eroi” arrivano alle chiuse di Portegrandi un po’ affaticati ma entro i tempi previsti. Il passaggio della chiusa è veloce ma si approfitta di fare rifornimento di acqua fresca, si salutano gli addetti e poi via verso Treviso.

 

E’ quasi mezzogiorno quando la caorlina entra nel Sile.

La corrente del fiume è meno forte di quanto si pensava; constatazione che solleva il morale della ciurma che comunque non vede l’ora di fermarsi all’ombra per riposare e mangiare qualcosa.

 

Dopo lo spuntino ed il riposo ci vuole un caffè! Allora via di nuovo con l’obbiettivo di fermarsi a Quarto d’Altino. Ormeggiata la barca al pontile si parte alla ricerca di un bar per soddisfare anche alcuni bisogni corporali.

Riprendere è difficile ma va fatto! Quindi tutti in barca e remare, Treviso è ancora lontana … molto lontana.

 

Le anse del Sile e la corrente contraria fanno perdere la cognizione dello spazio e del tempo, sembra di essere arrivati ed invece dietro un ansa ce n’è subito un’altra. Le soste per bere e riposare brevemente si fanno più frequenti anche con la scusa di ammirare le bellissime case e ville che si affacciano sul fiume.

 

Ecco Casale sul Sile, con sosta per sgranchirsi gli arti e rifornire di acqua, e poi Casièr e poi finalmente in lontananza Silea con le chiuse, il cimitero dei burci … è quasi fatta! Alle 19 circa passata la chiusa di Silea con oltre 4 metri di dislivello si entra a Treviso. Sembra che l’arrivo sia a portata di mano ma alla fine ci vorranno ancora 45 minuti prima di attraccare alla cavana della remiera dove è previsto il pernottamento.

 

Alzaremi di saluti e auto-celebrazione e si inizia a scaricare la barca per allestire il campo per la notte. Una bella doccia è quelo che ci vuole per rilassarsi e togliersi di dosso “la spussa de cavaròn” dopo 12 ore di voga e per rendersi presentabili per una cena in compagnia senza far scappare i commensali degli altri tavoli.

Il Gruppo è stato raggiunto da Silvia, Alberto e Riccardo che per varie ragioni non hanno potuto partecipare all’avventura.

 

Il ristorante “La Cavana del Sile”, situato negli spazi della remiera accoglie i vogatori con premura e simpatia per una cena allegra nonostante la fatica ormai si faccia sentire come pure gli effetti di qualche grappino gentilmente offerto dai gestori (tanto nessuno deve guidare!!)

Dopo l’una di notte finalmente in branda (si fa per dire!): la sveglia è prevista per le 6 del mattino. Bisognerà smontare tutto, fare un minimo di colazione, caricare la barca e mettersi in viaggio per passare la chiusa di Silea al più tardi alle 7.45.

 

 

Leggi il resoconto del secondo giorno ...

 

Questo sito utilizza i cookies
Utilizziamo cookies di sessione per rendere più fluida la tua navigazione e di terze parti a soli fini statistici. Continuando la navigazione esprimi il tuo consenso all'utlizzo dei cookies nel rispetto della normativa in vigore.